Come scegliere l’amministratore giusto?

Si sa, con tutti i problemi che ci attanagliano al giorno d’oggi, di sicuro quello di scegliere l’amministratore del nostro condominio va a finire in fondo ai nostri pensieri, ma perchè è così importante scegliere la persona giusta che salvaguardi il bene per il quale, con tanta fatica abbiamo lavorato o stiamo lavorando una vita per pagarla?

Una volta, l’amministratore non era nient’altro che il capo casa, oppure magari quel signore un po’ anzianotto che tutti conoscevano nello stabile che si occupava di tenerlo in ordine, di pagare la bolletta della luce comune e chiamava l’amico elettricista nel caso ci fosse qualche guasto.

La legge che prevede la figura dell’amministratore nasce però già nel 1942 con il codice civile che noi tutti conosciamo ancora oggi seppure modificato nel tempo. Il codice dell’epoca, prevedeva una persona che rappresentasse il condominio e che si occupasse della gestione delle parti comuni. È negli anni sessanta che si sviluppa l’idea di amministratore di condominio che noi conosciamo ancora oggi, una persona che ha cominciato con il suo condominio e che pian piano ha fatto di questo il suo mestiere principale. Una persona con molta pratica senza dubbio, ma poco informato per quando riguarda la conoscenza delle leggi in vigore, dei diritti e doveri di un condominio e della gestione contabile.
La giurisprudenza ci ha messo decenni però a formulare una legge che prima di tutto tutelasse questo importantissimo bene e che poi soprattutto regolamentasse in maniera chiara e imprescindibile CHI potesse fare questa professione. Si è dovuto aspettare infatti il 2012 per avere quella che è stata chiamata la ‘Riforma del Condominio’ (legge 220/2012) che contiene al suo interno, oltre alla revisione di tutte le leggi riguardanti la materia del condominio e la modifica degli articoli del codice civile che lo regolamentano, anche i criteri assoluti che devono avere le persone che scelgono di fare questa professione dato anche dal fatto che è obbligatorio per legge avere un amministratore di condominio se il fabbricato ha più di 8 enti (cioè otto appartamenti all’interno del condominio).

Visto l’escursus fatto, è bene precisare che nella riforma del 2012, si è cercato di ‘elevare’ l’amministratore a professionista preparato e certificato, e non più come l’amministratore come secondo lavoro o senza un documento valido per poter proseguire con questa professione. Infatti la legge ora prevede chiaramente che l’amministratore di condominio dev’essere persona che ha seguito un corso di abilitazione alla professione, che segue aggiornamenti periodici certificati, iscritto ad un’associazione di categoria e lo faccia di professione a meno che non si tratti del proprio stabile.

Ma torniamo a noi, come scegliere l’amministratore giusto per il nostro condominio?
Date tutte queste premesse storiche e legislative, è evidente come quello che era un lavoro per arrotondare lo stipendio, ora è finalmente lasciato a professionisti (anche se ci vorranno parecchi anni perchè la cosa diventi eterogenea) e che come tale è giusto che sia retribuito. In ogni città esistono da più di trent’anni grandi studi di amministrazione immobiliare professionali e competenti al quale poterci affidare, ma spesso succede che, proprio essendo grandi e conosciuti, l’amministratore chieda un compenso molto alto (dato proprio dall’essere uno studio rinomato) e soprattutto che non abbia spesso molto tempo da perdere per seguire le centinaia di fabbricati da lui gestiti, così capita che i condòmini, oltre a trovarsi un esborso molto elevato, siano trascurati ed in balia degli eventi. Senza contare che una casa ha bisogno di cure costanti ed è proprio nei compiti dell’amministratore provvedere alla sua manutenzione oltre che alla sua gestione.

Poi ci sono amministratori che richiedono un compenso molto basso pur di accaparrarsi più fabbricati possibili, ma attenzione: un professionista che svilisce la propria remunerazione facendo grossi sconti sul proprio compenso annuale, probabilmente non dà valore al proprio operato e quindi ci si troverà davanti ad un amministratore che non prende sul serio questo lavoro.

In conclusione, non andiamo a cercare sempre il prezzo più basso, ma cerchiamo un amministratore che chieda un compenso adeguato a ciò che ci propone. Quando si richiede un preventivo ad un professionista del settore, piuttosto che ‘supplicarlo’ per uno sconto, lasciamo che sia lui ad esporre ciò che ci propone, chiediamo se è iscritto ad una associazione di categoria, se verrà a visitare il nostro edificio saltuariamente e quali sono, come in effetti prevede la legge, le attività comprese nel compenso ordinario e quali sono extra. Consapevoli del suo operato, saremo sicuri di aver dato nelle mani giuste il nostro bene più prezioso: la nostra casa!

©RIPRODUZIONE RISERVATA CoabitareBLOG

2 pensieri su “Come scegliere l’amministratore giusto?

  1. Pingback: Cambiare amministratore di condominio? Ecco un vademecum di 6 semplici mosse! | Amministrazione Stabili & Property Management

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