Cambiare amministratore di condominio? Ecco un vademecum di 6 semplici mosse!

Se il tuo amministratore non risponde mai al telefono, non ascolta quello che i condòmini gli dicono o chiedono, non convoca le riunioni di condominio, lamentarsi non serve a niente, basta cambiare amministratore! Al solo pensiero di doverlo fare la gente inorridisce ma non è così difficile, te lo spieghiamo noi in 6 semplici mosse!

     1.  SONDA IL PENSIERO DEI TUOI VICINI DI CASA 

Per cambiare amministratore bisogna essere d’accordo in parecchi proprio perchè è necessario raggiungere determinati quorum. È importante quindi, prima di qualsiasi altra cosa, capire se anche altri condòmini sono insoddisfatti dell’amministratore in carica.

    2.  È ACCERTATO: BISOGNA CAMBIARE AMMINISTRATORE

Una volta accortici che non siamo i soli a pensarla in questa maniera è arrivato il momento di cercare un valido sostituto per il nostro condominio. Quindi muniti di pazienza, bisogna scovare altri studi, spiegare la situazione e i fatti inerenti al condominio e farsi fare i vari preventivi. Se la ricerca iniziale la facciamo su internet è importante non farsi condizionare dai banner pubblicitari posti in alto su Google: essere tra i primi risultati di un motore di ricerca non è sinonimo di qualità bensì di disponibilità economiche da investire in pubblicità. Evitiamo quindi le voci con la scritta “sponsorizzato” vicino o almeno investighiamo meglio su chi sia ad esempio controllando il suo sito o le possibili recensioni dello studio in rete. A prescindere da tutto ciò, consigliamo sempre di portare il rendiconto dell’ultima annualità in maniera tale che lo studio candidato possa avere un’idea di quale sarà mole di lavoro e il tempo da dedicare al vostro stabile. Non basiamoci molto solo sulla cifra finale scritta sul preventivo: ricordiamoci che spesso il valore della prestazione è direttamente proporzionale alla professionalità dell’operatore. È vero che è tempo di risparmi ma siamo onesti, il problema spesso non è pagare tanto, ma pagare per un servizio che non viene svolto o eseguito male! Questo non vuol dire però che più costa e più è bravo. Ma per una spiegazione più oculata di come scegliere l’amministratore vi rimandiamo ad uno dei nostri primi articoli (clicca qui). Un consiglio su tutti: più è esauriente e si interessa, più probabilmente farà al caso vostro. Oltre al preventivo, facciamoci dare anche una lettera di presentazione dello studio.

     3.   ARRIVIAMO ALL’ASSEMBLEA PREPARATI

Ora che siamo edotti sui papabili sostituti e sappiamo che buona parte del condominio acconsentirebbe al cambio dell’amministratore, consultiamoci con i nostri vicini di casa per decidere principalmente due cose:

  • scegliere il nuovo amministratore
  • decidere se aspettare che scada il mandato con l’amministratore corrente o autoconvocare un’assemblea

     4.   COME PROCEDERE IN ASSEMBLEA

Una volta arrivato il giorno dell’assemblea è importante che ci siano più condòmini possibili, soprattutto quelli che sono d’accordo al cambio dell’amministratore. Infatti perchè tutto il lavoro che avete fatto precedentemente abbia un buon esito è importante arrivare a certi requisiti:

  • voto favorevole della maggioranza degli intervenuti all’assemblea
  • almeno metà del valore millesimale dell’edificio ossia almeno 500 millesimi (art.1136 comma 2 e 4 del codice civile) e non 501 come molti dicono.

Ricordiamo inoltre che è un vostro diritto richiedere all’amministratore in carica di lasciare la sala assembleare nel momento della discussione e delle due votazioni necessarie (una sarà per la sua revoca, l’altra per la nomina del nuovo amministratore in maniera tale da dar modo di discutere tra di voi, poter parlare con i condòmini che non avete avuto modo di avvisare e togliere chiunque da possibili imbarazzi a votare in presenza dall’amministratore uscente. A questo punto non resta altro che annotare i nominativi dei favorevoli, contrari e astenuti. Al rientro nella stanza dell’amministratore in carica, farà i conteggi riguardanti i millesimi delle votazioni e ne comunicherà il risultato e annoterà il nome del nuovo amministratore eletto nel verbale d’assemblea.

     5.   POSSIBILI SCENARI ALTERNATIVI

  • L’amministratore non convoca l’assemblea del vostro condominio da più di un anno neanche dopo le vostre richieste e non sapete come fare: la legge prevede all’art.66 delle disposizioni di attuazione al codice civile la possibilità di autoconvocare voi stessi un’assemblea straordinaria (avvisando tramite raccomandata anche l’amministratore). Il solo fatto che non convochi mai le assemblee o , ancora peggio, che non presenti il rendiconto del bilancio condominiale, fa scattare la colpa grave per il quale c’è la revoca dell’amministratore come prevede l’art. 1129 c.c. (ma di questo ci occuperemo in un articolo specifico in pubblicazione prossimamente)
  • L’amministratore non si presenta all’assemblea: sapendo o intuendo le vostre intenzioni, può capire che l’amministratore non si presenti sperando così di aggirare il problema e le vostre intenzioni. Niente paura! Se il quorum di presenze è raggiunto, l’assemblea è regolarmente costituita anche in sua assenza. Nominate un presidente e un segretario che redigerà il verbale, fate le votazioni necessarie prima descritte e comunicate il risultato allo studio del vostro amministratore uscente tramite raccomandata. Questo potrebbe essere un buon banco di prova per l’amministrazione entrante: chiamatelo al momento dell’assemblea pre chiedere consiglio su come procedere!
  • L’amministratore campa scusanti per non perdere l’incarico: succede sempre più spesso e per la maggior parte delle volte riescono ad essere anche parecchio convincenti. Questo succede in quanto essendo professionisti del settore sanno su quali punti andare a parare. La maggior parte delle volte invocheranno l’art.1129 del c.c., un classico al quale la maggior parte delle persone non sa come controbattere. Ma la legge impone l’uso di quell’articolo nel solo caso in cui si sta parlando di sospensione nel normale corso dell’anno in carica. Se invece l’anno di gestione è terminato, avete il sacrosanto diritto di cambiare amministrazione.

6.   IL POST ASSEMBLEA

La battaglia è finita e se abbiamo lavorato bene, abbiamo portato a casa il risultato. A questo punto il grosso è fatto e dovrebbe essere competenza dei professionisti fare il resto. È di primaria importanza però avvisare lo studio scelto come nuova amministrazione (molti infatti lo scrivono addirittura nel preventivo) in maniera tale da darGli modo di mettersi in contatto con l’amministrazione uscente. Basterà una telefonata o una mail il giorno successivo seguito poi appena possibile dal verbale dell’assemblea con la nomina.

Ora che sai come fare, chiedici un preventivo cliccando qui!

©RIPRODUZIONE RISERVATA CoabitareBLOG

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...