Perchè l’amministratore mi ha chiesto i dati catastali?

Nei primi mesi del 2017, la maggior parte degli amministratori di condominio, hanno mandato una lettera (cartacea o via mail) ai loro Condomini, chiedendo di riportare i dati catastali del proprio appartamento, ma pochi hanno spiegato il perchè. In questo articolo, rispondiamo alle molte richieste di chiarimenti che non sono state date dai propri amministratori.

Partiamo dal presupposto che ciò che gli amministratori hanno fatto negli ultimi mesi, avrebbero già dovuto farlo con l’inizio del 2013. Risale infatti a settembre 2012 l’OBBLIGATORIETÀ da parte degli studi immobiliari di avere i dati anagrafici e catastali di ogni condominio presente nelle loro gestione, si chiama anagrafica condominiale ed è uno dei registri fondamentali ed obbligatori che l’amministratore deve avere per obbligo di legge affinché non ci sia alcun dubbio sulla titolarità dei beni immobiliari presenti sul territorio e quindi nei condomini stessi. Un po’ per pigrizia un po’ per disinteresse, questo obbligo è stato soprasseduto dalla maggior parte degli studi, ma a gennaio 2017, è arrivata un ulteriore obbligo da parte dell’Agenzia delle Entrate riguardante l’imposizione di comunicare i dati catastali per le detrazioni fiscali, si è voluto così obbligare gli amministratori di condominio ad avere i suddetti dati affinché possano utilizzare le detrazioni fiscali al 50% inerenti le ristrutturazioni condominiali.
Infatti la maggior parte dei condomini, non si è fatto sfuggire la possibilità degli ultimi anni di approfittare delle agevolazioni fiscali promosse dal governo per ristrutturare edifici e condomini ormai fatiscenti da troppi anni e la nuova direttiva da parte dell’Agenzia delle Entrate, obbliga gli amministratori di condominio di comunicare all’anagrafe tributaria i dati relativi agli interventi di recupero del patrimonio edilizio e di riqualificazione energetica effettuati sulle parti comuni degli edifici residenziali entro e non oltre il 28 febbraio 2017.
Avendo poco tempo a disposizione perciò, sulla lettera a voi spedita, ci sarà una “penale” da pagare nel caso in cui non comunichiate in tempo debito i dati catastali all’amministratore. Si badi bene infatti che ond’evitare in una sanzione amministrativa da parte dell’agenzia tributaria, l’amministratore sarà obbligato a provvedere di sua iniziativa al reperimento dei dati con conseguente costo che ovviamente andrà addebitato al singolo condòmino.
Svelato quindi il mistero del perché anche se obbligatorio ormai dal 2013, gli amministratori di condominio in questi primi due mesi dell’anno si sono promulgati, anche con una certa urgenza, ad adempiere ad una mancanza che si protraeva da ormai ben 4 anni.
Non è detto, ma possiamo ipotizzare che se un amministratore si è svegliato solo adesso alla richiesta di questi dati solo ed esclusivamente perchè si ritrova ad avere a che fare con l’agenzia delle entrate, non è difficile dedurre che probabilmente anche qualche altro registro obbligatorio, ma non richiesto da enti pubblici sia mancante. Ricordiamo che ognuno dei condòmini ha il diritto di visionare e richiedere previo appuntamento tutta la documentazione riguardante il proprio stabile e di conseguenza intimare all’amministratore di adeguarsi alle normative vigenti , pena la revoca immediata del mandato.
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©RIPRODUZIONE RISERVATA CoabitareBLOG

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